Wanted, USA 2008, di Timur Bekmambetov
con James McAvoy, Morgan Freeman, Angelina Jolie
Video:
Angelina Jolie in Wanted
Wesley Gibson (James
McAvoy) è un uomo mediocre: un impiegato annoiato
da un lavoro ripetitivo, oppresso dalla sua capo-ufficio, assalito da
attacchi di panico, maltrattato dalla fidanzata che lo tradisce col suo
(supposto) migliore amico. O, almeno, questo è quello che crede
lui.
In realtà Wesley è un super-eroe, con straordinari poteri,
come scoprirà il giorno in cui verrà contatto da Fox
– una bellissima e magrissima Angelina Jolie – affinché
si unisca alla Confraternita, un'associazione di super-giustizieri, e
vendichi la morte del padre, che lo aveva abbandonato alla nascita ed
era anche lui un membro della stessa organizzazione. E così, Wesley rinasce:
manda al diavolo lavoro, capo-ufficio, fidanzata, migliore amico e tutta
la sua patetica esistenza, si unisce alla misteriosa organizzazione e
intraprende, sotto la guida di Fox, un duro allenamento per sviluppare
le sue facoltà.
L'ingresso di Wesley nella Confraternita non è privo di perplessità:
l'organizzazione, fondata 2000 anni or sono da un gruppo di tessitori,
esegue gli ordini o, meglio, le condanne a morte del destino,
che il suo capo (Sloan
- Morgan Freeman) decifra dalle maglie del tessuto prodotto da un
enorme telaio (con un chiaro riferimento alla mitologia greca). I membri
della Confraternita sono meri esecutori, sono le armi del fato: killer
che uccidono senza sapere perché.
Tratto dall'omonima miniserie di fumetti, scritta da Mark
Millar e disegnata da J. G. Jones, Wanted è un ottimo
film nel suo genere: una trama solida, dialoghi passabili, strabilianti
effetti speciali e scene spettacolari e mozzafiato - da vedere assolutamente
sul grande schermo!
Fantastica Angelina Jolie nelle vesti di una killer magra,
nervosa e tatuatissima: gelida, ma moralmente integra, coerente con se
stessa fino alla morte (in senso letterale).
La morale sottesa, mai sviscerata ma sempre palese, è
quanto mai americana, a cominciare dal (sotto)titolo: "Scegli il tuo destino".
In sintesi: qualsiasi sfigato, qualsiasi infelice, patetico, colletto
bianco, potrebbe un giorno scoprirsi super-eroe, o, almeno, potrebbe ribaltare
la propria vita, cambiandola in meglio. Basta mettere a frutto le proprie
doti, liberare i propri superpoteri – del resto l'America dream è
fortemente imparentato con la parabola cristiana dei talenti, anche se
il richiamo evangelico può sembrare fuori luogo in questa adrenalinica
esaltazione dell'individualismo. Ma soprattutto basta sceglierlo. E scegliere
significa anche non ridursi a meri esecutori di ordini altrui: anche se,
a dire il vero, il meccanismo fato-telaio non viene mai contestato (tutto
il contrario) ed è soltanto l'autorità umana ad essere corrotta.
Il film si chiude addirittura con un velato invito alla ribellione, quando
Wesley, rivolto agli spettatori, chiede "E voi cosa avete fatto
ultimamente?". Verrebbe da rispondere: "Tanto per cominciare
non ho preso ordini da un telaio gigante…." .
(Recensione di Joliemania)